Reinventarsi: cosa funziona e cosa non funziona

🎯 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼, 𝗽𝘂𝗿 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.

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✅ In questo video analizziamo alcuni dei comportamenti che possono essere controproducenti se vuoi cambiare la tua vita lavorativa e quelli che invece possono accelerare la tua scelta.

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Anzitutto parto da cosa non funziona:

  • Pensare che prenderti del tempo per riflettere restando comunque alle dipendenze della tua azienda, senza aver minimamente progettato quel tempo a mente lucida, possa rappresentare il punto di svolta.

Finchè prendi ferie, un’aspettativa o malattia e continui ad essere dipendente dalla stessa azienda per la quale oggi provi solo un gran senso di frustrazione, la tua testa rimarrà sempre ferma a pensare a quello che hai o non hai adesso, a meno che tu non abbia un progetto concreto a cui dedicarti. E’ difficile pensare al futuro quando dici a te stessa di voler prendere una pausa dal passato, perchè inevitabilmente questo ti fa pensare al passato.

  • Covare risentimento verso colleghi e superiori.

Questo non significa che i tuoi colleghi e superiori hanno pienamente ragione, anzi. Significa che un conto è pensare a loro, e un conto è pensare a te stessa/o. Finchè resti focalizzato sugli altri, non ti sarà possibile focalizzarti sulle tue risorse, quelle risorse che ti serviranno per emergere dalla situazione di insoddisfazione che stai vivendo adesso.

  • Aspettare che accada qualcosa dall’esterno: la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Aspettare quella goccia, significa per te arrivare e superare il tuo limite di sopportazione. Come puoi pensare di avere le giuste energie e la giusta concentrazione per ricostruire una vita di soddisfazione, se hai appena superato il limite? Una volta superato quel limite, ti occorrerà un po’ di tempo per riuscire a riprendere in mano le tue multipotenzialità ed esprimerle a pieno.

 

Adesso andiamo invece a parlare di cosa può funzionare:

  • La prima cosa che devi fare è focalizzarti su te stessa/o.

Chi sei, cosa vuoi e quale vita vorresti fare. E’ importante riscoprire fino in fondo cosa ti piace fare e cosa invece finora hai fatto “perché dovevi farlo”. E’ l’unica via attraverso la quale puoi districare la matassa della tua insoddisfazione, ritrovarne il bandolo e trasformarla in un bel progetto creativo.

  • Darsi una scadenza.

E’ del tutto normale non voler abbandonare il certo per l’incerto ed il rischio di abbandonare un lavoro sicuro a volte ci fa perdere il controllo anche sul futuro. Non puoi aspettare all’infinito che “accada qualcosa” che ti spinga con forza – e magari anche traumatizzandoti -, a prendere una decisione forzata (anche perché le decisioni forzate non sono mai buone decisioni). Per evitare di aspettare all’infinito un evento traumatico, datti una scadenza esntro la quale vorrai decidere autonomamente. Può essere una scadenza di un mese o di un anno o più, ma dattela e cerca con tutta/o te stessa/o di rispettarla.

  • Fare un progetto.

Una volta decisa la scadenza entro la quale prendere la tua decisione, organizza il tempo che manca a quella data in modo da arrivarci con uno o più progetti già in tasca. Sfrutta il tempo che ti sei data/o per arrivare preparata/o al momento della decisione: preparata/o non solo organizzativamente parlando, ma anche entusiasta del tuo progetto.

 

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