Impressioni tanzaniane dal 2010 rinchiuse in un vecchio cassetto.

Il ritorno dall’Africa è stata la parte più sconvolgente di tutto il viaggio…

All’improvviso ho realizzato mille emozioni: la paura degli animali, la gioia dei sorrisi, la forza degli abbracci notturni, la chiarezza delle parole, la naturalezza delle privazioni…

Mandria di bufali nel Serengeti

Ho sentito l’emozione, sopita al momento perché rischiosa, del vedere la madre leonessa con i suoi cuccioli…

Ho sentito la potenza, la forza, l’internazionalità, la vita dentro un bambino che mi ha presa per mano e regalato un sorriso, sorriso che è per me diventato porta di un nuovo mondo…o forse di un mondo antico di cui tutti facciamo parte…

Ho sentito la spinta di un territorio in cui è nata e continua a nascere la vita, in cui prolificano esseri di innumerevoli specie che convivono e sopravvivono (miscelando i due verbi in un’unica essenza)…

Madre e cuccioli di leone nel cratere del Ngorongoro

Sorrisi dalla Tanzania

Ho sentito il calore di un sole che sorge in un emisfero diverso, dopo una notte di stelle mai viste prima…

Ho sentito un borbottar di stomaco che prima ho sempre allontanato…e che adesso mi si riavvicina…e che adesso mi ridona la forza del sorriso e di nuove fucsia-strade…

Ho sentito le parole dei compagni di viaggio, le ho sentite quando mi sono mancate, le ho sentite quando non erano più accompagnate dal suono, le ho sentite nella voglia di non morire di una nuova amicizia…

Ho sentito il brivido sulla pelle al lontano ululato delle iene mentre tutte le tende intorno dormivano indisturbate…

Le acacie sembrano nate apposta per dare il buongiorno al sole africano

Ho sentito la confusione di passi di animali e vento nelle fredde notti…

Ho sentito la polvere avvolgere la mia pelle, i miei capelli, impossessarsi di ogni parte di me, per farmi sentire parte di quell’eternità, di quel mondo fino ad allora sconosciuto e da sempre sopito dentro ogni essere vivente…

Ho sentito il disagio della privazione prima, la semplicità dell’assenza poi, e riso davanti agli orpelli nuovamente richiesti al ritorno…

Ho sentito la fatica di una camminata da 13 anni vietata, e la vittoria per una giornata forse sprecata per tutti ma non per me!

Ho sentito le onde del mare scosse dalla coda di una balena troppo veloce per esser fotografata, ma abbastanza lenta per esser trasportata nel cuore all’emisfero nord…

La fantasia della natura

L’Oceano Indiano al largo di Zanzibar

Ho sentito l’oceano avvolgermi e mostrarmi le sue creature senza paura…

Ho sentito invece la paura di un aeroplano dalle ali troppo piccole per contenere tutti quei cuori in attesa di riposo…

Ho sentito, caldi, gli abbracci di 15 saluti che sembravano non dovessero mai palesarsi, e le lacrime che non ho versato come un grazie che tutto avvolge…

Un leone, anche se in fin di vita, è pur sempre un leone

Momenti indimenticabili

Ho sentito i km di buche, il sole cocente di Zanzibar e quello dei giorni nel Serengeti, ho sentito il freddo del Ngorongoro, la pioggia dell’Oceano Indiano, gli sguardi di mille bambini e di mille etnie colorate, le voci di tante contrattazioni, il sapore di cibi nuovi, i suoni di innumerevoli animali, l’abbraccio stretto di un uomo e la forza di 15 nuove amicizie…

 

ASANTE SANA…

Asante Sana (= Grazie)!

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